Il Rotary Club Alghero è stato istituito nel 1955, in un contesto in cui lo spirito associativo era limitato. La sua fondazione fu resa possibile dalla reputazione del Presidente Fondatore, Generale Raffaele Catardi.
Nel corso degli anni, il Club ha affermato la propria autorevolezza grazie a opere concrete, divenendo un sodalizio attivo per lo sviluppo culturale del territorio.
Tra le testimonianze del servizio reso alla comunità di Alghero e dintorni si annoverano: il contribuito alla donazione dell’orologio della Cattedrale per la torre campanaria della Cattedrale di Santa Maria, l’installazione di targhe in catalano nelle vie del centro storico , il recupero del lampadario della Cattedrale, la realizzazione della Meridiana al porto e a Santa Maria la Palma, e il sostegno ai progetti distrettuali e internazionali come la Campagna End Polio Now.
Dopo l’ultima guerra, il Rotary iniziò a riorganizzarsi in Italia. Le notizie di questa riorganizzazione circolavano anche in Sardegna, l’ideale rotariano trovò terreno fertile e arrivò ad Alghero dove, nel 1955, fu fondato il Club. Quando l’allora Governatore Omero Ranelletti portò la Carta, ad accoglierlo erano in venticinque il Presidente Fondatore (Gen. Raffaele Catardi) e, poi, in ordine alfabetico, Anastasi Rodolfo, Balata Rino, Catardi Raffaele, Cella Fausto, Cilliano Fedele, Deperu Paolino, Feniello Antonio, Fiore Leonardo, Fois Giovanni, Guillot Matteo, Liperi Mario, Mannazzu Salvatore, Montalto Dante, Mosca Edgardo, Mugoni Michele, Oliva Antonio, Perella Nino,
Peretti A. Raffaele, Peretti Felice, Pes di San Vittorio Rodolfo, Sari Rafael, Sella Vittorio, Stoccoro Antonio e Zoagli Antonio.
A quel tempo, Alghero contava poco più di 25 mila abitanti e, nell’ambiente, non era apprezzato lo spirito associativo: costituire un Club Rotary non era facile, soltanto il Generale Catardi poteva riuscirci, per la stima di cui godeva dentro e fuori la città! Peraltro, un aiuto insperato arrivò dalla felice posizione di Alghero, porta d’oro del turismo in Sardegna; rotariani stranieri (in particolare, inglesi e francesi) cominciarono a frequentare le conviviali del Club (soprattutto d’estate) trovandovi l’atmosfera della sincera amicizia.
Tutto ciò, valorizzò l’immagine del Rotary e portò giovamento alla città stessa. Nonostante questo, ci volle comunque del tempo perché il Club attirasse l’interesse della popolazione
locale; ci vollero le sue opere concrete per scardinare la diffidenza. Pian piano, con l’ingresso di esponenti della società algherese, il Club si conquistò la fama di sodalizio attivo, disponibile per lo sviluppo culturale della zona. Numerose sono le testimonianze dell’opera svolta dal Club per Alghero e dintorni; il dono dell’orologio per la torre campanaria della Cattedrale di Santa Maria, l’apposizione delle targhe in catalano nelle vie del centro storico, lo studio della toponomastica, le riunioni con i giovani per un loro orientamento professionale, i contributi alle diverse associazioni e confraternite, le conferenze su argomenti d’interesse giuridico, medico e scientifico. E, anche, gli apporti per il problema dei trasporti, del turismo e delle attività alberghiere; il dono di una statua della Madonna per il Santuario di Valverde, il recupero dell’imponente lampadario della Cattedrale, la Meridiana al porto, la statua del Cristo delle Foibe a Fertilia e tanto… tanto altro ancora. Tutto questo ha consentito al Club di penetrare profondamente nel territorio, di porsi come punto di riferimento per la sua comunità. Operando in tal senso, il Club non ha mai dimenticato, comunque, di far parte del Rotary International, partecipando, sempre e con entusiasmo, a vari Progetti distrettuali e internazionali: ne è prova la sua presenza di rilievo nella Campagna End Polio Now.
Forse, poi, non tutti sanno che la rivista Voce del Rotary ha visto la luce proprio grazie ad un Socio del Club, il Prof. Giuseppe Mastandrea, che fu anche Governatore del Distretto dell’anno 1982-1983. Fu lui a volerla e la realizzò col PDG Carlo D’Amelio. A testimoniare il suo sguardo al di fuori dei confini, c’è il gemellaggio col Club Rotary di Tarragona (i due Club condividono quella catalanità che unisce le due sponde del Mediterraneo; infatti, Alghero è conosciuta come la Città Catalana della Sardegna).
Questo non basta a disegnare il profilo di un Club che di anni ne ha compiuti settanta, ma non li dimostra: il vento del suo mare consegna ogni giorno la voglia di fare, di guardare al futuro con Progetti dall’impatto sociale che ben si sposano con i principi ispiratori del Rotary.
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